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LA DIFFERENZA TRA UN EXTRA VERGINE E GLI ALTRI OLI

Un buon extra vergine è fatto con olive raccolte direttamente dall’albero tra novembre e gennaio. Il momento migliore è quello dell’invaiatura, ossia quando le olive iniziano a cambiare colore da verde a nero. Le olive devono essere frante entro 48 ore. Se un olio viene prodotto in questo modo e non presenta imperfezioni al gusto, può essere chiamato Olio Extra Vergine di Oliva. Se il risultato presenta qualche difetto, come ad esempio una acidità superiore a 0.8%, può essere etichettato come Olio Vergine di Oliva.
Dopo che le olive sono state frante, e la polpa pressata, ciò che rimane viene chiamato Sansa e viene spesso utilizzato come fertilizzante. La Sansa può tuttavia essere trattata con solventi e alte temperature per ottenere dell’altro olio. Il prodotto di bassa qualità che ne scaturisce viene chiamato Olio di Sansa di Oliva.
Molto spesso, per risparmiare sensibilmente sui costi della raccolta, le olive vengono raccolte dal suolo invece che direttamente dall’albero. Si tratta di olive ormai marce che, una volta frante, producono un olio non commestibile chiamato Lampante. Quando il Lampante viene sterilizzato con acqua bollente si ottiene l’Olio di Oliva Raffinato, un prodotto che risulta commestibile ma totalmente privo di sapore. Una mistura di olio raffinato al 99% ed extra vergine all’1% può essere venduta con la denominazione di Olio di Oliva.


L'INGANNO DI MOLTI PRODUTTORI ITALIANI

Molti consumatori non sanno che dietro agli storici marchi Italiani non si trova più, se non in piccola parte, un olio nostrano. I grandi marchi si approvvigionano sui mercati internazionali comprando anche da paesi dove la cura nella produzione non è pari a quella Italiana. Il consumatore vede un marchio Italiano ed è tratto in errore pensando che anche il contenuto lo sia. Un extra vergine dovrebbe essere in grado di superare l’esame di un team di assaggiatori professionisti (Panel Test) senza che vengano rilevato alcuno degli oltre 30 difetti possibili. Un Panel Test può rilevare difetti non riscontrabili da una analisi chimica ma, sfortunatamente, viene svolto di rado. Molti degli oli venduti nella grande distribuzione non risulterebbero essere degli extra vergine se fossero sottoposti a un Panel Test.
Il 90% dei marchi italiani dipende in gran parte dalla Spagna per gli approvvigionamenti. L’olio Spagnolo è prodotto in maniera intensiva utilizzando le olive più grandi e raccolte il più tardi possibile (quando il contenuto di olio è maggiore ma le olive sono prossime a marcire) in modo da massimizzare la produzione. La qualità che ne risulta è di solito mediocre ma il prezzo molto competitivo. La forza dei produttori spagnoli è ormai tale da averli portati a comprare diversi marchi Italiani.

Come se non bastasse il fatto di spacciare per olio Italiano ci che non lo , sono stati riscontrati numerosi casi di sofisticazione dove al posto di olio di oliva veniva imbottigliato olio di nocciola, difficile da identificare con le sole analisi chimiche. Tali sofisticazioni sono tutt'oggi possibili per la colpevole mancanza di controlli. Questo stato di cose fa si che i piccoli produttori di qualità si trovino a competere con oli che di qualità non hanno nulla ma riescono impunemente a passare per extra vergine.

Sul tema delle sofisticazioni italiane sono apparsi numerosi articoli sulla stampa straniera come ad esempio i seguenti:
The Olive Oil Seems Fine. Whether It's Italian Is the Issue. The New York Times 07/05/2004.
Slippery Business. The Trade In Adulterated Olive Oil. The New Yorker 13/08/2007
Slippery Business. Traduzione in Italiano


LA QUALITA' DEGLI EXTRA VERGINE COSTA DEI ROSMARINI

Costa dei Rosmarini garantisce livelli qualitativi molto superiori a quelli richiesti per legge ad un normale extra vergine. La qualità di un extra vergine è data da diverse variabili: alcune soggettive, che possono essere rilevate solo all'assaggio, ed altre oggettive, rilevabili da una analisi chimica o da prove documetali. Le qualità oggettive che Costa dei Rosmarini garantisce per tutti i suoi extra vergine sono stampate in etichetta perchè siamo pronti a rispondere di quello che affermiamo in qualsiasi momento.

L'acidità di un olio non è percepibile dal palato umano ma indica il livello di decomposizione del prodotto. Un extra vergine deve avere, per legge, una acidità inferiore allo 0.8%, Costa dei Rosmarini garantisce livelli di acidità inferiore a 0.3% per la linea Santa Chiara e Dop ed inferiore a 0.4% per la linea Santa Giulia.

Un'altra variabile rilevante è quella misurata dai perossidi che indicano il livello di ossidazione dell'olio. L'ossidazione avviene naturalmente con il passare del tempo, viene accelerata dal contatto con l'aria e al suo aumentare peggiora la qualità dell'olio sino a farlo irrancidire. Costa dei Rosmarini garantisce un livello di perossidi inferiore a 10 contro un livello massimo di 20 richiesto per gli extra vergine dalla legge.

Non tutti sanno che la legge impone di indicare una scadenza di 18 mesi dal giorno dell’imbottigliamento indipendentemente da quando l’olio è stato prodotto. Per ridurre i propri costi molti produttori imbottigliano anche olio di vecchi raccolti. Costa dei Rosmarini garantisce di imbottigliare soltanto il prodotto più recente e per tale ragione indica l'annata del raccolto in etichetta sebbene non sia richiesto dalla legge .

Costa dei Rosmarini imbottiglia soltanto olio di olive Italiane al 100%.

Cio che rende davvero unici gli oli Costa dei Rosmarini qualcosa di difficilmete misurabile: il loro gusto. I numerosi chef premiati dalla guida Michelin e in tantissimi Hotel cinque stelle che utilizzano quotidianamente i nostri prodotti rappresentano la migliore garanzia per chi sceglie Costa dei Rosmarini.